lunedì 13 febbraio 2012

Post Scriptum-Whitney Houston (1963-2012)


Non torno sui miei passi, è solo che Whitney Houston era Whitney Houston. Ho scelto forse un pezzo che in Italia non è famosissimo come altri per salutarla, ovvero "My Love Is Your Love" del 1999. Il motivo di questa scelta è dovuto al testo della canzone che credo adatto al momento di commiato per una delle voci più belle degli ultimi decenni. Speriamo che ora abbia trovato quella pace che non ha mai avuto in questo mondo.

Mi è sempre difficile capire come mai persone come lei, che dalla vita hanno avuto tutto ciò che si poteva desiderare (soldi, bellezza, talento, successo, fama) poi si buttini via in quel modo. Dispiace anche perché sembrava che si stesse riprendendo. L'ultimo disco "I Look To You" del 2009 era stato un successo di critica e vendite e aveva ultimato il suo ritorno al cinema con "Sparkle" che dovrebbe uscire postumo ad agosto.

Riposa in pace Whitney, we will always love you

Per chi volesse venirmi a trovare scriverò sempre su "Rischio Calcolato" nei ritagli di tempo.

venerdì 10 febbraio 2012

Fine di un'avventura


Da diverso tempo meditavo la definitiva chiusura di questo spazio. Gli impegni personali mi impongo di scegliere delle priorità e scartare il superfluo. Bloggare i miei pensieri e le mie idee in questi tre anni è stato bello, a volte rilassante, altre volte no, a volte è stato costruttivo, altre volte è risultata solo una perdita di tempo. Fatto sta che ci sono momenti nella vita in cui bisogna scegliere delle priorità, e la blogosfera non risulta fra queste al momento. La mia vita di studente universitario, salvo imprevisti, sta volgendo al termine ergo in questi mesi meno distrazioni ho, e meglio è. Avrei voglia di scrivere qualcosa riguardo quanto avvenuto in questi tre anni, riguardo i miei numerosi cambiamenti di opinione personali, riguardo l'involuzione della blogosfera e via così, ma sinceramente non mi viene in mente nulla di efficace e forse risulterebbe solo un inutile pamphlet. Per un po' lascerò comunque visibile il blog, se non altro finché non avrò salvato i blog del mio prezioso blogroll. Un saluto a chi mi ha seguito in questo lasso di tempo e a chi vorrà lasciarmi un commento di commiato. Un saluto a chi ha lasciato commenti oggi e in passato (Massimo, Nessie, Flavio, Johnny Doe, Elly, Namath, Bobo, Flavio, Huxley, Lugh, Paolo della Sala, Left the Left, Marshall, Josh, Lontana, Anthony Invisigoth, Andrea Mollica, Osservatore Attonito, Nico, GPG, Marcello-Sarcastycon, che purtroppo c'ha lasciati e altri che forse ora non ricordo) e a chi ha seguito in silenzio la mia peripezia nel web. E' stata un'esperienza nuova quella della rete e che ha contribuito alla mia crescita personale in un modo o nell'altro. Arrivavo qui con idee, opinioni e visioni del mondo ben salde, lascio avendo praticamente messo in discussione tutto ciò in cui credevo. Lascio detestando le varie etichette (La triplice disgrazia Liberismo-Socialismo-Nazionalismo e tutti gli "ismi" possibili e immaginabili) e con un senso di delusione profondo verso la politica ma con la consapevolezza di aver, in questa mia indagine, messo da parte l'ideologia per cercare di arrivare più vicino al principio del pragmatismo. Ringrazio infinitamente gli amici Andrea Mancia e Andrea Lenci per avermi dato visibilità e Paolo Rebuffo per avermi inserito nella redazione di "Rischio Calcolato". Spero di aver aiutato le persone, non dico a cambiare idea, ma quantomeno a riflettere e a mettere in discussione la propria visione del mondo come io ho fatto con la mia in questi tre anni numerose volte, e di questo devo ringraziare in particolare due blogger Uriel e Nessie. Partivo con tante certezze, finisco con tanti dubbi. Il mio peregrinare sul web non si conclude qui, credo, ma per il momento la mia avventura come blogger principiante si chiude qui. E se mai riprenderò a scrivere prometto, cercherò, non dico di escludere la politica (impossibile per me), ma quantomeno di darle un peso minore e magari concentrarmi più sul locale che sul globale, alla fin fine l'impatto della politica sulle nostre vite personali è scarso e siamo noi i primi responsabili dei nostri successi personali come dei nostri fallimenti e forse è sempre meglio occuparsi di ciò che avviene a 100 metri da casa tua che non perdere tempo con ciò che avviene in giro per il mondo. Sarà difficile per un malato di politica estera come me, ma ci proverò, se mai ritornerò nella blogosfera. Pur con tutti i ringraziamenti e le cose positive e costruttive di questa esperienza mi hanno comunque reso chiaro che nessun blog potrà mai sostituire il piacere di una chiaccherata di persona e del vero rapporto umano. Per quanto la realtà virtuale sia affascinante non potrà mai e poi mai sostituire la realtà materiale.

Un abbraccio a tutti e che la vita vi sorrida sempre

sabato 28 gennaio 2012

Tout va trés bien, madame la marquise


Un vecchio motivetto francese recitava  ”Tout va trés bien madame la Marquise”, tutto va bene madama la marchesa diceva il cantore alla nobile tentando di nascondere il disastro che avrebbe trovato di ritorno dalla villeggiatura. E’ il motivetto che i sostenitori dell’androide surgelato (copyright Nessie) Mario Monti gli stanno intonando in queste settimane. Il dio “spread”  s’è placato, ora  che sull’altare del dio spread abbiamo immolato la “Tripla I”  (IMU/ICI-IVA-IRPEF), che abbiamo alzato ulteriormente le accise sulla benzina l’irata divinità del capitalismo collettivista è, per il momento, sazia e satolla. Per il momento sull’altare del dio spread non abbiam nemmeno dovuto mettere quella patrimoniale tanto invocata dai salotti del capitalismo collettivista italiota, sora Marcegaglia in testa.

 I sondaggisti, come il cantore del motivetto intonano a Monti che tutto va bene, che anzi la popolarità del mai eletto bocconiano è elevatissima, oltre il 50%. Sarà, ma mai nella mia breve vita ho visto tante categorie protestare così animatamente nello stesso momento. Protestano i taxisti, i farmacisti, i benzinai, gli avvocati, i pescatori e i camionisti. Protestano i  ”forconi” in quel di Sicilia. Novelli “Vespri Siciliani” o fuoco di paglia? La storia ce lo dirà, nel frattempo han bloccato l’intera terra di Trinacria. “La Padania” appoggia la protesta dei forconi siculi, ohibò almeno una cosa è riuscita al bocconiano, far andar d’accordo il Carroccio coi siciliani. Vuoi mai che Monti riesca finalmente a unire gli italiani? Si tutti uniti, ma contro di lui.  Ma non preoccupatevi, “Tous va très bien, Madame la marquise” i protestanti son solo quattro gatti. Sono pericolose lobby assetate di potere politico e peggio di tutti quei “forconi”. Sono fascisti, peggio sono mafiosi, peggio ambo le cose.

Che poi si potrebbe puntellare che Fascio e Onorata Società non è che sian mai andati particolarmente d’accorso visto che il prefetto di ferro Cesare Mori con Cosa Nostra non c’andava tanto per il sottile, ma son dettagli. Protesta contro i protestanti la Triplice (disgrazia) Sindacale. Sia mai che qualcuno rubi loro il monopolio della piazza. Interrompono i servizi tuona la boss cigiellina sora Susanna Camusso. Come se vossignorie della Triplice (disgrazia) non avessero mai frantumato i genitali al contribuente italiota coi loro scioperi che guarda caso si svolgon sempre di venerdì o lunedì, ovvero un giorno prima o un giorno dopo la pausa del “weekend”. Son nove anni che faccio il pendolare, di scioperi dei trasporti ne ho visti a bizzeffe ma mai uno infrasettimanale, le vie del destino si sa, sono infinite.

Intanto registriamo la precoce scomparsa degli “indignados”. Dovevan rivoltare il mondo, invece han solo rivoltato le palle degli abitanti di Roma, loro si indignati contro il teppismo dei soliti “ricyclados” che dal 1968 cambian nome ad ogni “autunno caldo”, loro si allibiti di fronte alla guerriglia urbana dei soliti casseurs dei centri sociali. Nel mentre il governo ha altro di cui occuparsi. Via quell’anticaglia dello ius sanguinis berciano Napolitano, Fini e il ministro con delega all’invasione Andrea “mi manda Bagnasco” Riccardi. Peccato che lo ius sanguinis fosse uno degli ideali di quel Risorgimento con cui ci frantumate i maroni da mane a sera cari Fini e Napolitano. Peccato, anzi, che in Europa non ci sia un solo paese che utilizza lo ius soli per concedere la cittadinanza e che una mossa del genere farebbe incazzare i nostri partner europei come delle iene dato che grazie all’abominio di Schengen sarebbero vittime di riflesso dell’Esodo delle puerpere del Nordafrica.

Anzi, peccato che Canada e Stati Uniti, assediati dalle puerpere latinos stian dibattendo se fare il percorso inverso. Ron Paul tuona chiaro e tondo che è ora di finirla e che lo ius soli è per l’immigrazione illegale come miele per le mosche e pure quell’acciuga sott’olio di Mitt Romney dice che sì, forse è il caso di cambiare. Ma non importa, vai con lo ius soli e pronti all’assedio delle puerpere del Nordafrica, che tanto c’è posto. Abbiamo una disoccupazione al 9%, una disoccupazione giovanile al 30%, una spesa pubblica fuori controllo e l’immigrazione incontrollata ha già prodotto il collasso del sistema carcerario italiano ma non importa, c’è posto per tutti, venghino signore e signori che come dice il mantra l’immigrazione è una “risorsa”.

Sì, una l’immigrazione è una risorsa, per le banche ovviamente. E già che parliamo di carceri la mitica Passera solitaria nel suo decreto sulle liberalizzazioni parla di privatizzazione delle carceri. Ora, lo stato liberale dell’ ’800, il celeberrimo “stato minimo” parlava di uno stato con poche funzioni essenziali e tra queste la gestione della sicurezza. La Passera solitaria però non ci sta e va oltre proponendo la gestione privata delle patrie galere. Infine l’ennesimo balzello sulle sigarette. I fumatori, categoria cui non appartengo ma che m’han sempre ispirato compassione per il linciaggio mediatico-salutistico cui son sottoposti da anni, dovran subire un nuovo salasso. Motivo? Salvare le pensioni! Acciderbolina, ma allora ‘sti fumatori brutti, sporchi, cattivi e coi denti ingialliti mo vedi che a qualcosa servono.

Le sigarette per la pensione” poffarbacco che trovata. La prossima trovata dei geniali e strapagati bocconiani sarà l’oro per lo spread? Ma non preoccupatevi, chi protesta sono lobby, tra l’altro fasciste e pure mafiose, così ci dicono i nostri savi giornalisti insieme ai sondaggisti prone vestali del culto del montismo, novella religione del ricco panorama new age. Giornalisti il cui ordine, quello sì mefitico, per una curiosa  coincidenza del destino non è finito sotto la tagliola della Passera solitaria. Ma guarda un po’ le vie del destino come sono impervie, quelli che si sbrodolano di lodi per i bocconiani son quelli il cui ordine non viene manco sfiorato dalle “liberalizzazioni” della Passera solitaria. Ma intanto tutti in coro intonate a Monti e Napolitano

“Tout va trés bien madame la marquise, tout va trés bien…” 

giovedì 26 gennaio 2012

Napolitano e Fini giù le mani dallo ius sanguinis


L'intollerabile logorrea di cui soffre il presidente della repubblica Giorgio Napolitano ha fatto un'altra vittima. Questa vittima è lo ius sanguinis con cui l'Italia stabilisce il diritto alla cittadinanza. Lo ius sanguinis è figlio proprio di quel Risorgimento con cui le prefiche del politicamente corretto, Fini e Napolitano, ci frantumano i genitali da mane a sera. Per l'ordinamento italiano la cittadinanza è automatica solo per i figli di cittadini italiani. Gli immigrati possono richiedere la cittadinanza dopo dieci anni di residenza mentre i figli di immigrati nati in Italia possono richiederla al compimento del 18° anno d'età. 


La normativa vigente si basa su questioni di identità della popolazione, stabilendo che la cittadinanza è tale per discendenza ed eredità. La normativa vigente lascia comunque la libertà a chi vuole di prendere la cittadinanza italiana di poterla acquisire dopo un prefissato periodo di residenza. In sostanza la possono già avere oggi, solo che prima devono pedalare, prendersi la loro responsabilità e chiedere di poterla ottenere.


L'imposizione dello ius soli "tout court",  come vorrebbe l'inguaribile logorroico Napolitano sarebbe un unicum nell'ordinamento politico europeo. 


Nessun paese europeo basa la sua cittadinanza sullo ius soli che è invece tipico dei paesi americani. Lo ius soli è inoltre norma illiberale che impone una cittadinanza al nascituro senza chiedere la sua opinione e norma de-responsabilizzante che regala la cittadinanza a chicchesia svuotandola di ogni suo significato storico, culturale e identitario.


Ebbene sì, nessun paese europeo basa la cittadinanza esclusivamente sullo ius soli, tutti i paesi europei si basano sullo ius sanguinis mentre lo ius soli è tipico dei paesi americani. Lo ius sanguinis è quindi tipico dei paesi e dei popoli caratterizzati da solide basi storiche e culturali, lo ius soli è invece tipico di popoli di recente formazione e di incerta cultura ed identità. Diamo comunque un'occhiata a come funziona da altre parti nel nostro continente


Francia


Nell'Esagono la cittadinanza è concessa dallo ius sanguinis. E' francese il cittadino nato da uno o ambo i genitori di cittadinanza francese. Quando si dice nel dibattito comune che in Francia vige lo "ius soli" si dice una cosa non vera. Lo ius soli è previsto dall'ordinamento francese solo se almeno uno dei genitori è nato sul suolo francese. In Francia quindi non esiste quindi il diritto alla cittadinanza per nascita "tout court" e la normativa sullo ius soli rende de facto totale lo ius sanguinis dato che per scattare è necessario che almeno uno dei due genitori sia nato in Francia. In sostanza a parole Sarkozy la cittadinanza te la concede pure ma nei fatti non è così. De iure c'è una possibilità di far scattare lo ius soli, ma è una possibilità assai remota, se sei figlio di immigrati non nati in Francia (cioè quasi tutti) e vuoi la cittadinanza francese devi pedalare.


Germania


Anche in Germania il principio della cittadinanza si basa sullo ius sanguinis. E' cittadino tedesco il figlio di cittadini tedeschi. Nel 2.000 è stata introdotta una correzione allo ius sanguinis stabilendo che la cittadinanza è automatica per i figli di immigrati nati in Germania ma solo se almeno uno dei genitori risiede in Germania da almeno otto anni (che in Germania è il limite minimo per poter far richiesta di cittadinanza, e ottenerla non è semplice per nulla, anzi). La normativa dello ius soli comunque è soggetta a una restrizione abbastanza pesante. Difatti il figlio nato da immigrati che acquisisca la cittadinanza dei genitori per ius sanguinis ha tempo massimo cinque anni per decidere se mantenere la cittadinanza dei genitori o tenere quella tedesca. Insomma, per i tedeschi la cittadinanza la puoi acquisire ma non puoi tenere il piede in due scarpe ed è tua responsabilità individuale decidere se vuoi quella tedesca o quella del paese d'origine dei tuoi genitori, Frau Merkel nella sua infinità magnanimità accoglie chi si vuole integrare ma non sopporta chi tiene il piede in due scarpe e in ogni caso chi vuole i diritti deve pedalare.


Regno Unito


Nel Regno Unito vige lo ius sanguinis. Fino agli anni '80 vigeva lo ius soli, ma dal 1981 lo ius soli è stato abolito per passare allo ius sanguinis. Un figlio di stranieri nato nel Regno Unito che non hanno ottenuto la cittadinanza può acquisire la cittadinanza ma deve richiederlo espressamente e deve dimostrare di aver risieduto nel Regno Unito per almeno 10 anni successivi alla sua nascita senza essersi assentato per periodi superiori ai 90 giorni. In ogni caso nel Regno Unito, come in Italia e in Germania la concessione non è automatica ma deve essere richiesta dalla persona in questione. Il richiedente deve prendersi la responsabilità e chiedere la cittadinanza. Sua altezza regale Elisabetta II nella sua infinita magnanimità è contenta di accogliere nuovi sudditi tra le sue braccia, ma la cittadinanza del Regno Unito non la regala per beneficenza se la vuoi devi pedalare.


Spagna


Chiudiamo con la Spagna. In Spagna vige una legge simile a quella francese, ovvero è spagnolo il figlio di genitori spagnoli o chi è nato in Spagna da genitori non spagnoli ma nati in Spagna. Una norma particolare riguarda i figli di cittadini il cui paese non riconosce lo ius sanguinis ma solo lo ius soli, questi sono automaticamente spagnoli. Comunque chi nasce in Spagna può richiedere la cittadinanza, ma anche in questo caso vale la norma di cui sopra. Sua altezza regale Juan Carlos nella sua infinita magnanimità accoglie nuovi sudditi a braccia aperte ma non regala niente a nessuno e chi vuole i diritti deve pedalare.


In sostanza l'applicazione dello ius soli tout court sarebbe un unicum nel panorama europeo e la rottura di una tradizione del nostro intero continente che vuole l'acquisizione della cittadinanza come un'assunzione di responsabilità individuale del singolo che si impegna per avere i requisiti necessari e che, se interessato alla stessa pedala e chiede di poter essere accolto ed integrato definitivamente nella comunità che è assolutamente disposta ad accogliere chi si impegna per integrarsi del tutto. Nessun paese del nostro continente applica norme di questo genere e la nostra sarebbe una vistosa eccezione tra l'altro, credo, non ben vista dalle autorità europee a cui, nonostante i proclami verbali e le lezioncine spocchiose sul politicamente corretto, già il doversi sobbarcare gli ex galeotti di Ben Alì con permessi temporanei non ha fatto proprio piacere. Lo ius soli come abbiamo detto è tipico dei paesi americani e proprio negli Stati Uniti s'è ormai scoperto che lo ius soli per l'immigrazione è come il miele per le mosche. Già il Canada a suo tempo ha posto un vistoso limite allo ius soli togliendo la possibilità di acquisizione della cittadinanza per diritto di nascita ai figli di irregolari e clandestini e ora anche gli Stati Uniti stanno cominciando a muoversi in questo senso. Lo ius soli ha prodotto in Canada e negli Stati Uniti un triste fenomeno, quello dell'immigrazione delle puerpere che varcano il confine per partorire. Una volta partorito il figlio questi diventa cittadino et voilà, la puerpera può chiedere il ricongiungimento familiare. Il Canada come abbiam detto la pezza l'ha già messa da qualche anno chiudendo la pratica dello ius soli per i figli di irregolari e clandestini. Negli Stati Uniti la questione è sul tavolo da tempo. Diversi stati confinanti col Messico come ad esempio l'Arizona e il Texas stanno valutando di adottare la norma canadese nell'ordinamento statale e pure Mitt Romney ha velatamente lasciato intendere di poter procedere in tal senso a livello federale se eletto. Tenete poi presente che la questione dello ius soli è alla base del surreale dibattito che per anni ha caratterizzato la politica statunitense sul certificato di nascita di Barack Obama. Se la questione dell'eleggibilità del presidente fosse disciplinata dallo ius sanguinis e non dallo ius soli tutta la polemica sul certificato di nascita di Obama non avrebbe nemmeno avuto ragione di esistere, ha avuto ragione di esistere solo per il fatto che l'eleggibilità del presidente è legata allo ius soli.


Chi vuole cambiare la norma italiana per permettere lo ius soli deve tenere ben presente quanto accaduto in Nordamerica con la migrazione delle puerpere e tenere ben presente che saremo presi d'assalto pure noi se procedessimo in tal senso. Tenete ben presente che questo paese ha 60 milioni di abitanti e una densità di 200 abitanti al km/quadrato, tasso di disoccupazione al 9%, un tasso di disoccupazione giovanile al 30%, un debito pubblico che da vent'anni è oltre il 100% del PIL ed è in piena crisi economica. Secondo la vostra modesta opinione è tollerabile cambiare la norma dello ius sanguinis per attuare lo ius soli, rendendo così l'Italia un polo d'attrazione per una potenziale migrazione in massa di puerpere tra l'altro rompendo così la secolare tradizione europea che si basa quasi esclusivamente sullo ius sanguinis? 


Perché care le mie prefiche del politicamente corretto, puerpere e nascituri che arriveranno come mosche sul miele qualora passassimo allo ius soli qualcuno li dovrà mantenere. Perché le strutture per l'assistenza a puerpere e nascituri qualcuno le dovrà pur pagare, non sono gratuite.  Perché i nascituri da qualche parte li dovremmo mettere, e a spese di chi secondo voi? Bene, ho detto la mia, ora care le mie prefiche del politicamente corretto linciatemi pure, ma questa è la realtà dei fatti, checchè ne dicano nella loro sconfinata ignoranza Fini e Napolitano.

giovedì 19 gennaio 2012

Italiani partner europei o sudditi?

Da Scenari Politici


Il declino dell'Italia è il declino di tutti gli Italiani. Di destra e di sinistra, del Nord e del Sud. Le cause e le soluzioni, su cui si può non essere d'accordo, sono comunque Italiane in toto, non di sinistra o di destra e sono in un contesto Europeo vale a dire dovevano e debbono essere incentrate sull'effettivo nostro ruolo e interesse a essere partner in un'Unione, per averne cioè dei vantaggi, e non per esserne progressivamente soffocati, soggiogati e spogliati di autorità, autonomia e democrazia. In sostanza c'è stato o no vantaggio? Abbiamo avuto più democrazia o meno? Più sviluppo o meno? 
Vediamo allora di inquadrare i principali problemi e di vedere le possibili soluzioni. (Volutamente tendo a essere semplice anche a costo di ricevere critiche, privilegiando cioè la chiarezza).

1) Uno dei problemi centrali come si sa è il debito, ma solo perchè non si vuole affrontarlo correttamente. 
Il debito è stato affrontato nella storia centinaia di volte, e fin dall'antichità, SEMPRE E SOLO ristrutturandolo, cioè tagliandolo. Non ci sono altre soluzioni quando è troppo alto. Se vi dicono che ci sono, mentono. 
Ma non è detto che siano per forza soluzioni estremamente dannose per i creditori, i quali peraltro come alternativa in caso di default non è che sarebbero poi messi bene. Ci sono esempi pratici, cioè cosa è stato fatto e non più tardi di qualche anno fa, risultato poi conveniente agli stessi creditori. Una via usata, in accordo coi creditori, è quella, a fronte di un debito ad esempio pari a 100, di ritirare i titoli vecchi, emetterne di nuovi pari a 60 mettiamo, allo stesso tasso, con ciò riducendo di 40 il debito. Si aggiunge poi alle cedole normali un warrant (diritto) il quale è collegato al PIL futuro, cioè si fa beneficiare il creditore dell'eventuale crescita ottenuta in virtù delle riforme e degli investimenti permessi proprio dalla stessa riduzione del debito. (In Italia ad esempio avremmo subito 35/40 mld di risparmio interessi, da destinare a investimenti). Ma perchè i partiti qui o l'EU nemmeno avanzano delle ipotesi?

2) Il debito per l'Italia, con l'EUR, è esattamente come avere un debito in moneta estera.


3) Inoltre è' debito almeno al 50% non residente (cioè in mano a stranieri)


4) E' nel suo complesso in buona parte Istituzionale (cioè non di privati)


5) L'emissione della moneta in Italia è forzata all'emissione di titoli, cosa non necessaria a nessuno Stato Sovrano che conservi il potere fondamentale di emettere moneta, che all'Italia invece è stato tolto. Anzi qui è una via obbligata solo dal 1981, prima essendo coniugata con la creazione semplice di moneta. Ora invece si stampano i titoli, il mercato ti da il denaro e tu Stato poi rimborsi i titoli con il denaro delle imposte. La via alternativa è invece che tu semplicemente stampi denaro e lo ritiri poi dal circolo tramite le imposte che incassi. Se vuoi differire o drenare più denaro allora puoi anche stampare titoli, ma è una scelta. La differenza tra i due sistemi sta che non paghi interessi sul denaro stampato. 
La questione inflazione è una frottola, perchè sempre denaro nei due casi hai, o perchè lo stampi direttamente o perchè ricevuto dalla vendita dei titoli, ed è questione solo di governance. Inoltre è un'altra inesattezza che + denaro = + inflazione automaticamente. Dipende da quanto va effettivamente ai consumi. Gli USA e gli UK hanno fatto QE (Quantitative Easing) molto massicci (cioè hanno stampato denaro) e non hanno provocato un'inflazione sensibile. La stessa BCE sta facendo un QE particolare ma altrettanto massiccio (alle banche, alle quali da il denaro in REPO).


6) Le ricette di austerity. L'FMI stesso dichiara inutili e controproducenti le ricette di austerity. E lo fa analizzando le SUE stesse ricette in 70 Paesi e lo fa in uno studio UFFICIALE SUO cioè dell'FMI stesso, che qui si menziona.
Ma perchè allora si adottano lo stesso queste ricette e l'EU e i partiti qui tacciono?


7) Il problema principale è la crescita. Non trovate una sola analisi competente che sia differente. L'austerity provoca una diminuzione del PIL, e quindi del gettito, che è regolarmente pari o maggiore dei saldi ottenuti da imposte e tagli, il che significa che la situazione futura è uguale o peggiore, e se continuata come ricetta produce e ha sempre prodotto una spirale, con maggiori tasse, maggiori tagli, maggiore diminuzione del PIL, provocando recessione e poi depressione. 
Ma perchè allora si adottano lo stesso queste ricette e l'EU e i partiti qui tacciono?


8) La vendita (privatizzazione) di assets (come Finmeccanica, Eni ecc...e un domani i servizi, come acqua, gas ecc..) per ridurre il debito è esiziale specie in una fase in cui gli stessi assets sono a quotazioni minime. Intanto un asset produce utili e cioè gettito, quindi si hanno due poste, non una sola. Ad esempio: -100 debito +30 asset. Mettiamo un costo del debito -5%. e un gettito da utili degli asset +xy%. Se rimborsi vendendo gli assets hai -70 e 0. Finito. Il vantaggio è o infimo o nullo o addirittura uno svantaggio, se xy% > 5% su quei 30. Ma la questione principale è che gli assets oggi non quotano nemmeno immobili e macchinari, quindi vendi un patrimonio a 30 quando il suo valore medio storico è 60 70 80 o 100. Una perdita enorme per uno Stato. E un indebolimento della sua posizione finanziaria netta dato che era prima dato da -100 +30 = -70 ma solo perchè +30 era enormemente sottovalutato. Ora invece sarà -70 e 0, ed è stato reso definitivo nel momento peggiore. Bisogna tenere conto che il debito su PIL dell'Italia è un gross debt. Il net debt è appunto gross debt meno gli assets. Ad esempio Norvegia ha un gross debt negativo, ma il net debt è positivo addirittura, dato che gli assets (Fondo petrolifero per lo più) sono maggiori del debito.
Ma perchè allora L'EU e i partiti qui tacciono e incoraggiano queste svendite?


9) La via per promuovere crescita non sono tanto le liberalizzazioni e privatizzazioni, che vanno anche bene se fatte in un quadro normativo e di regole corrette, ma non hanno un effetto rilevante durante una recessione, lo hanno quando già tira l'economia, aumentando (se fatte bene) concorrenza.

10) La via per fare crescita è la liberazione di risorse da destinare a investimenti. Tipicamente la crescita è sempre stata promossa da investimenti pubblici nella storia dell'economia, perchè uno Stato ha possibilità diverse e una logica temporale (ROI, Return on Investment) differente dal privato, e inoltre il beneficio per uno Stato è non solo in termini di profitto ma in termini strategici e sociali. Quindi infrastrutture, edilizia, trasporti, ma anche educazione sono tipicamente le vie con cui si stimola economia in grande stile, coinvolgendo mille settori privati.


11) Non sarebbe poi niente di più che una diversa classificazione contabile scorporare per l'UE dal deficit (patto fiscale) la spesa per investimenti, né sarebbe difficile per l'UE promuovere un piano Europeo in questo senso. 
Ma perchè allora L'EU e i partiti qui tacciono e non discutono queste alternative?


12) Un altro problema infine è stato l'entrata nell'EUR. La perdita di competitività, che si trova pari pari nel surplus Tedesco e nel deficit della bilancia di c/a accumulata dai PIGS testimonia che non è stato vantaggioso. La scelta fu di entrare nell'EUR oltrechè in Europa (cioè assoggettarsi a regole, vincoli ecc..), ma la gente deve sapere che non era strettamente necessaria, cioè si poteva entrare in Europa ma intanto mantenendo la Lira (clausola opting-out). Perchè non abbiamo non solo scelto ma nemmeno mai informato nessuno di quella via pur sapendo come era la struttura industriale Italiana?


Allora per concludere se una soluzione normale, con una ristrutturazione dei debiti, una crescita tramite un piano di investimenti, ecc....non è nemmeno ipotizzata per l'Italia, né proposta da forze politiche, ma viene attuata invece testardamente quella di austerity e svendita di assets, forse NON E' perchè sono così ottusi e ignoranti in Europa. Noi siamo stati e siamo attualmente progressivamente colpiti come concorrenti diretti, e ridotti man mano a consumatori, altrochè i benefici dell'Europa, e resi dipendenti da Francia, Inghilterra, Germania, USA. Rimaniamo uno Stato ma senza più le stesse potenzialità e le autonomie di prima. E' iniziato negli anni 90 questo percorso, svendendo già allora assets strategici, e smantellando interi settori (chimica, cantieristica, farmaceutica, alimentare, ricerca ecc...) e non è perciò solo odierna. Abbiamo cioè smantellato e sostituito dei gruppi Nazionali che erano dei players Internazionali che facevano però l'interesse Italiano, con delle multinazionali che hanno una logica sovranazionale, e non è detto che questa logica coincida con l'interesse Italiano. Ma altri si sono ben guardati da fare questo. E oggi noi, ma non però gli altri che ne hanno di analoghe, e lì curiosamente non c'è alcuna fretta, siamo obbligati a rinunciare immediatamente anche alla golden-share, cioè a un meccanismo di protezione Nazionale degli assets strategici. E' un diverso trattamento, ed è in linea con l'obiettivo di indebolimento Italiano, secondo me, oppure anche per questo diverso trattamento dovete cercare voi una spiegazione migliore.