Premessa: non faccio parte della categoria di dementi che ritiene basti tagliare il numero dei politici e i loro stipendi per risolvere i problemi. Quando sento gente dirmi che basterebbe tagliare gli stipendi dei politici per vivere nell'Eden sciorinando risparmi favolosi per le casse dello stato spesso non so se ridere o piangere. Però quando senti notizie del genere ti girano i coglioni, perché se c'era una cosa in cui speravo da questo governo "falce, croce & compasso" era che, quantomeno per tener buono il popolino furibondo causa IVA; ICI; Equitalia; pensioni, tracciabilità a 1.000 euro e nequizie assortite, ci dessero un taglio a certe faccende. Invece i favolosi tecnici bocconiani pluri-titolati (pluri-titolati come i dirigenti di Lehman Brothers nda) manco riescono a tagliar gli stipendi di quattro castaroli. Manco quello son capaci a fare, e dovrebbero risolvere i problemi dell'Italia.
Dal sito del "Movimento Libertario"
“Modifichiamo il sistema, ma non pubblichiamo titoli che non rendono giustizia alla condizione reale dei parlamentari italiani, che hanno accumulato privilegi, ma non così disastrosamente differenti rispetto a quelli dei loro omologhi, altrimenti sembra che i parlamentari siano la causa di tutti i mali.” (P. Bersani)
Così si è espresso il segretario del PD, Pierluigi Bersani, a proposito della riduzione degli emolumenti dei parlamentari, su cui, come era prevedibile (e previsto), stanno tutti quanti tergiversando, con pretesti che credo siano sempre meno ascoltabili da parte dei cittadini. Tanto per essere chiari, ho riportato le parole di Bersani, ma la reazione è stata decisamente bipartisan.
Cosa è successo? La commissione ad hoc che aveva l’incarico di effettuare una comparazione tra gli emolumenti dei parlamentari italiani e gli omologhi degli altri Paesi europei guidata dal presidente dell’Istat Enrico Giovannini ha consegnato i primi risultati. Giovannini ha peraltro messo le mani avanti, dichiarando che sono necessari ulteriori approfondimenti, perché “il tempo non è stato sufficiente per un lavoro che non ha eguali al mondo”. (invece ad alzar le tasse ci metton due minuti quando c'è da tagliare gli stipendi di questi imbecilli c'è bisogno di tempo nda)
Forse nostalgico del marxiano “proletari di tutti il mondo unitevi” – frase che potrebbe essere imbarazzante per uno che non si vuole più chiamare comunista – suppongo che Bersani abbia pensato che fosse il caso di parafrasare Marx con un bel “parlamentari di tutta Italia unitevi”.
Sì, perché i parlamentari italiani hanno accumulato privilegi, “ma non così disastrosamente differenti rispetto a quelli dei loro omologhi”. Il fatto stesso che Bersani ammetta, seppur cercando di ridimensionarne le proporzioni rispetto a ciò che succede in altri Paesi, che i parlamentari italiani hanno accumulato privilegi differenti (un eufemismo per dire superiori) rispetto a quelli dei loro omologhi, significa che di “grasso” in eccesso ce n’è davvero parecchio in quei trattamenti economici.
Aspettiamo pure gli esiti dei nuovi approfondimenti promessi entro marzo dalla commissione guidata Giovannini. Ma dubito che da quello studio emerga una realtà molto diversa da quella di cui si parla da anni.
Peraltro, anche se i parlamentari italiani avessero già un trattamento economico simile a quello, per esempio, di francesi e tedeschi, non vedo per quale motivo non dovrebbero ridurselo, dato che l’Italia è in crisi nera e, manovra dopo manovra, ai cittadini stanno arrivando randellate fiscali da tutte le parti.
L’ufficio stampa della Camera dei deputati ha pure tentato, con totale assenza di senso del pudore, di sostenere che in Italia è più alta l’indennità lorda, ma non quella netta, perché le tasse sono più alte. Credo che ogni commento su questa osservazione sarebbe superfluo.
Magari i parlamentari non saranno la causa di tutti i mali, ma credo sarebbe meglio evitassero di fare vittimismo. Soprattutto dopo il decreto “salva Italia”.

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