giovedì 26 gennaio 2012

Napolitano e Fini giù le mani dallo ius sanguinis


L'intollerabile logorrea di cui soffre il presidente della repubblica Giorgio Napolitano ha fatto un'altra vittima. Questa vittima è lo ius sanguinis con cui l'Italia stabilisce il diritto alla cittadinanza. Lo ius sanguinis è figlio proprio di quel Risorgimento con cui le prefiche del politicamente corretto, Fini e Napolitano, ci frantumano i genitali da mane a sera. Per l'ordinamento italiano la cittadinanza è automatica solo per i figli di cittadini italiani. Gli immigrati possono richiedere la cittadinanza dopo dieci anni di residenza mentre i figli di immigrati nati in Italia possono richiederla al compimento del 18° anno d'età. 


La normativa vigente si basa su questioni di identità della popolazione, stabilendo che la cittadinanza è tale per discendenza ed eredità. La normativa vigente lascia comunque la libertà a chi vuole di prendere la cittadinanza italiana di poterla acquisire dopo un prefissato periodo di residenza. In sostanza la possono già avere oggi, solo che prima devono pedalare, prendersi la loro responsabilità e chiedere di poterla ottenere.


L'imposizione dello ius soli "tout court",  come vorrebbe l'inguaribile logorroico Napolitano sarebbe un unicum nell'ordinamento politico europeo. 


Nessun paese europeo basa la sua cittadinanza sullo ius soli che è invece tipico dei paesi americani. Lo ius soli è inoltre norma illiberale che impone una cittadinanza al nascituro senza chiedere la sua opinione e norma de-responsabilizzante che regala la cittadinanza a chicchesia svuotandola di ogni suo significato storico, culturale e identitario.


Ebbene sì, nessun paese europeo basa la cittadinanza esclusivamente sullo ius soli, tutti i paesi europei si basano sullo ius sanguinis mentre lo ius soli è tipico dei paesi americani. Lo ius sanguinis è quindi tipico dei paesi e dei popoli caratterizzati da solide basi storiche e culturali, lo ius soli è invece tipico di popoli di recente formazione e di incerta cultura ed identità. Diamo comunque un'occhiata a come funziona da altre parti nel nostro continente


Francia


Nell'Esagono la cittadinanza è concessa dallo ius sanguinis. E' francese il cittadino nato da uno o ambo i genitori di cittadinanza francese. Quando si dice nel dibattito comune che in Francia vige lo "ius soli" si dice una cosa non vera. Lo ius soli è previsto dall'ordinamento francese solo se almeno uno dei genitori è nato sul suolo francese. In Francia quindi non esiste quindi il diritto alla cittadinanza per nascita "tout court" e la normativa sullo ius soli rende de facto totale lo ius sanguinis dato che per scattare è necessario che almeno uno dei due genitori sia nato in Francia. In sostanza a parole Sarkozy la cittadinanza te la concede pure ma nei fatti non è così. De iure c'è una possibilità di far scattare lo ius soli, ma è una possibilità assai remota, se sei figlio di immigrati non nati in Francia (cioè quasi tutti) e vuoi la cittadinanza francese devi pedalare.


Germania


Anche in Germania il principio della cittadinanza si basa sullo ius sanguinis. E' cittadino tedesco il figlio di cittadini tedeschi. Nel 2.000 è stata introdotta una correzione allo ius sanguinis stabilendo che la cittadinanza è automatica per i figli di immigrati nati in Germania ma solo se almeno uno dei genitori risiede in Germania da almeno otto anni (che in Germania è il limite minimo per poter far richiesta di cittadinanza, e ottenerla non è semplice per nulla, anzi). La normativa dello ius soli comunque è soggetta a una restrizione abbastanza pesante. Difatti il figlio nato da immigrati che acquisisca la cittadinanza dei genitori per ius sanguinis ha tempo massimo cinque anni per decidere se mantenere la cittadinanza dei genitori o tenere quella tedesca. Insomma, per i tedeschi la cittadinanza la puoi acquisire ma non puoi tenere il piede in due scarpe ed è tua responsabilità individuale decidere se vuoi quella tedesca o quella del paese d'origine dei tuoi genitori, Frau Merkel nella sua infinità magnanimità accoglie chi si vuole integrare ma non sopporta chi tiene il piede in due scarpe e in ogni caso chi vuole i diritti deve pedalare.


Regno Unito


Nel Regno Unito vige lo ius sanguinis. Fino agli anni '80 vigeva lo ius soli, ma dal 1981 lo ius soli è stato abolito per passare allo ius sanguinis. Un figlio di stranieri nato nel Regno Unito che non hanno ottenuto la cittadinanza può acquisire la cittadinanza ma deve richiederlo espressamente e deve dimostrare di aver risieduto nel Regno Unito per almeno 10 anni successivi alla sua nascita senza essersi assentato per periodi superiori ai 90 giorni. In ogni caso nel Regno Unito, come in Italia e in Germania la concessione non è automatica ma deve essere richiesta dalla persona in questione. Il richiedente deve prendersi la responsabilità e chiedere la cittadinanza. Sua altezza regale Elisabetta II nella sua infinita magnanimità è contenta di accogliere nuovi sudditi tra le sue braccia, ma la cittadinanza del Regno Unito non la regala per beneficenza se la vuoi devi pedalare.


Spagna


Chiudiamo con la Spagna. In Spagna vige una legge simile a quella francese, ovvero è spagnolo il figlio di genitori spagnoli o chi è nato in Spagna da genitori non spagnoli ma nati in Spagna. Una norma particolare riguarda i figli di cittadini il cui paese non riconosce lo ius sanguinis ma solo lo ius soli, questi sono automaticamente spagnoli. Comunque chi nasce in Spagna può richiedere la cittadinanza, ma anche in questo caso vale la norma di cui sopra. Sua altezza regale Juan Carlos nella sua infinita magnanimità accoglie nuovi sudditi a braccia aperte ma non regala niente a nessuno e chi vuole i diritti deve pedalare.


In sostanza l'applicazione dello ius soli tout court sarebbe un unicum nel panorama europeo e la rottura di una tradizione del nostro intero continente che vuole l'acquisizione della cittadinanza come un'assunzione di responsabilità individuale del singolo che si impegna per avere i requisiti necessari e che, se interessato alla stessa pedala e chiede di poter essere accolto ed integrato definitivamente nella comunità che è assolutamente disposta ad accogliere chi si impegna per integrarsi del tutto. Nessun paese del nostro continente applica norme di questo genere e la nostra sarebbe una vistosa eccezione tra l'altro, credo, non ben vista dalle autorità europee a cui, nonostante i proclami verbali e le lezioncine spocchiose sul politicamente corretto, già il doversi sobbarcare gli ex galeotti di Ben Alì con permessi temporanei non ha fatto proprio piacere. Lo ius soli come abbiamo detto è tipico dei paesi americani e proprio negli Stati Uniti s'è ormai scoperto che lo ius soli per l'immigrazione è come il miele per le mosche. Già il Canada a suo tempo ha posto un vistoso limite allo ius soli togliendo la possibilità di acquisizione della cittadinanza per diritto di nascita ai figli di irregolari e clandestini e ora anche gli Stati Uniti stanno cominciando a muoversi in questo senso. Lo ius soli ha prodotto in Canada e negli Stati Uniti un triste fenomeno, quello dell'immigrazione delle puerpere che varcano il confine per partorire. Una volta partorito il figlio questi diventa cittadino et voilà, la puerpera può chiedere il ricongiungimento familiare. Il Canada come abbiam detto la pezza l'ha già messa da qualche anno chiudendo la pratica dello ius soli per i figli di irregolari e clandestini. Negli Stati Uniti la questione è sul tavolo da tempo. Diversi stati confinanti col Messico come ad esempio l'Arizona e il Texas stanno valutando di adottare la norma canadese nell'ordinamento statale e pure Mitt Romney ha velatamente lasciato intendere di poter procedere in tal senso a livello federale se eletto. Tenete poi presente che la questione dello ius soli è alla base del surreale dibattito che per anni ha caratterizzato la politica statunitense sul certificato di nascita di Barack Obama. Se la questione dell'eleggibilità del presidente fosse disciplinata dallo ius sanguinis e non dallo ius soli tutta la polemica sul certificato di nascita di Obama non avrebbe nemmeno avuto ragione di esistere, ha avuto ragione di esistere solo per il fatto che l'eleggibilità del presidente è legata allo ius soli.


Chi vuole cambiare la norma italiana per permettere lo ius soli deve tenere ben presente quanto accaduto in Nordamerica con la migrazione delle puerpere e tenere ben presente che saremo presi d'assalto pure noi se procedessimo in tal senso. Tenete ben presente che questo paese ha 60 milioni di abitanti e una densità di 200 abitanti al km/quadrato, tasso di disoccupazione al 9%, un tasso di disoccupazione giovanile al 30%, un debito pubblico che da vent'anni è oltre il 100% del PIL ed è in piena crisi economica. Secondo la vostra modesta opinione è tollerabile cambiare la norma dello ius sanguinis per attuare lo ius soli, rendendo così l'Italia un polo d'attrazione per una potenziale migrazione in massa di puerpere tra l'altro rompendo così la secolare tradizione europea che si basa quasi esclusivamente sullo ius sanguinis? 


Perché care le mie prefiche del politicamente corretto, puerpere e nascituri che arriveranno come mosche sul miele qualora passassimo allo ius soli qualcuno li dovrà mantenere. Perché le strutture per l'assistenza a puerpere e nascituri qualcuno le dovrà pur pagare, non sono gratuite.  Perché i nascituri da qualche parte li dovremmo mettere, e a spese di chi secondo voi? Bene, ho detto la mia, ora care le mie prefiche del politicamente corretto linciatemi pure, ma questa è la realtà dei fatti, checchè ne dicano nella loro sconfinata ignoranza Fini e Napolitano.

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