domenica 8 gennaio 2012

Iniquitalia

Nella foto accanto un'istantanea di Attilio Befera, per i nemici Becera, presidente della congrega di vampiri nota alle cronache come "Equitalia". Secondo Bram Stoker tale personaggio è nato da una fugace relazione tra il conte Dracula e la contessa Erszebeth Batory. Si dice che la contessa Batory, a corto di contante, ripagò in natura il conte Dracula per una fornitura di sangue virgineo in cui la megera ungherese amava immergersi. Secondo Ann Rice proprio il fatto di essere stato concepito durante la riparazione di un debito ha contribuito all'ossessione maniacale per il recupero crediti di codesto personaggio. Ovviamente è solo una leggenda, ciò che sappiamo realmente del conte Attilio è che costui è parte integrante della pletora di parassiti pubblici che sta mandando questo paese allo sbando. Lo stipendio dorato del patron dei nosferatu del fisco costa al vessato contribuente italico quasi 500mila euro l'anno . Il patron dei nosferatu del fisco, romano di nascita, sembra aver sviluppato una particolare avversione per il Veneto, incurante di ciò che tutti più o meno sanno, ovvero che il problema grosso dell'evasione sta sotto la linea gotica. Leggere "Evasione: Oltre la Propaganda" oltre all'ormai mitico "Il sacco del Nord" di Luca Ricolfi, che in queste faccende è il vangelo, per ulteriori informazioni.  Il capo dei nosferatu del fisco insomma sta spremendo quell'Italia che già paga a sufficienza e de facto tiene in piedi questo paese dalla notte dei tempi e ignora, come sempre che la vera "emergenza evasione" sta nel fu Regno delle due Sicilie. Inoltre la nostra Iniquitalia, molto brava a recuperare i crediti dei cittadini nei confronti dello stato-vampiro è, ma guarda un po' il caso, impossibilitata a recuperare i numerosissimi debiti dello stato parassita nei confronti dei privati. Sì, proprio quei debiti della pubblica amministrazione nei confronti dei privati che sono causa dei suicidi di imprenditori che affollano le nostre cronache. La Lega si indigna per i nosferatu del fisco cercando, in maniera abbastanza patetica, di ricostruirsi una verginità ma dimenticando di esser stata tra i sire del vampiro fiscale nell'ultima legislatura. Memoria corta dalle parti di Via Bellerio eh? Comunque a voi un bell'editoriale di Davide Giacalone sul tema dei vampiri tributari.

Iniquitalia dal blog di Davide Giacalone


Gli attentati a Equitalia pongono un problema collettivo, non risolvibile con la solidarietà nei confronti di chi è bersaglio della violenza e delle intimidazioni. Condannare ogni forma di terrorismo è fin troppo facile. Sentirsi dalla parte degli uomini che vi sono stati esposti è doveroso. Ritenere Equitalia ingiustamente accusata per modalità di riscossione che non dipendono da decisioni societarie, ma da leggi dello Stato, è ragionevole. Tutto questo, però, è pura retorica, è parlare senza tenere conto della realtà, perché occorre aggiungere un dettaglio determinante: il modo in cui si chiedono soldi al cittadino e alle imprese non è conforme alle regole di uno stato di diritto, ma alle modalità operative del dispotismo.


Equitalia è l’ennesimo animale misto: società per azioni, quindi di diritto privato, salvo essere posseduta per il 51% dall’agenzia delle entrate e per il 49 dall’Inps, quindi società statale. La sua funzione è virtuosa, riportando in mani pubbliche la riscossione dei tributi, come anche il guadagno che da quest’attività deriva. Bene. Assai meno bene, invece, che si presentino ai cittadini e alle imprese conti da saldare sull’unghia, senza prendersi la cura di spiegare da dove originano. Nella società digitale sarebbe giusto e necessario mettere ciascuno nella condizione di sapere, senza muoversi da casa, il come e il perché si pretendono dei soldi. Malissimo, poi, la legge che impone alla Pubblica amministrazione di non pagare il privato nei cui confronti Equitalia segnala delle pendenze negative. Malissimo perché tale negatività è dispoticamente dipendente solo ed esclusivamente dal giudizio di quella società, lasciando fuori dalla porta la giustizia.

Quando ricevi la cartella di Equitalia puoi fare ricorso, ma in questo modo ti metti in coda ai cinque milioni di ricorsi pendenti. In attesa della discussione ogni pagamento pubblico nei tuoi confronti è sospeso, il che, per molte aziende, equivale ad una violenta intimidazione, a una non fronteggiabile concussione, talché si può essere indotti a rinunciare a un proprio diritto pur di non vedersi sequestrare quel cui legittimamente si aspira. Oppure si può procedere in modo diverso: paghi, attendi il giudizio e poi chiedi il rimborso. Con un po’ di fortuna, entro una ventina d’anni rivedi i soldi che non avresti dovuto dare e che ti sono stati estorti.

Nulla di tutto questo giustifica, neanche lontanamente, le lettere esplosive che hanno ferito dei lavoratori, o gli attentati. Gli autori di questi gesti si spera solo che siano individuati e indirizzati alla galera. Anche perché rischiano, con la loro rozza brutalità, di oscurare il punto più importante: un sistema di riscossione che umilia la dignità del cittadino, partendo dal principio che siamo tutti evasori e che, pertanto, dobbiamo scusarci e giustificarci agli occhi dell’esattore, laddove, al contrario, in uno stato di diritto il patto costituente si basa su capisaldi ben diversi: ciascuno di noi è onesto fin quando qualcuno non è in grado di dimostrare il contrario, davanti a un giudice terzo.

E’ vero che Equitalia ha portato risultati migliori di quelli totalizzati quando quel lavoro lo facevano altri, come le banche, ma guai a credere che un risultato contabile compensi una devastazione giuridica. E’ vero anche che l’evasione fiscale è diffusa, sicché molto si dovrebbe colpirla, ma guai a credere che farlo alla cieca aumenti il senso di giustizia, laddove rischia di consolidare l’esatto contrario.

Non mi meraviglia che dal mondo politico si tenda a tacere, circa il diffondersi della violenza contro gli esattori. Non mi meraviglia perché da quel mondo non dovrebbe giungere la solidarietà, bensì un più consapevole messaggio: siamo noi ad avere creato quel sistema, siamo noi i responsabili. Ciò presupporrebbe un coraggio e una lucidità che largamente difettano.

Vedi anche

Equitalia si accendono le proteste via Crisis

Dacci oggi quotidiana iniquità via Nessie

0 commenti: