venerdì 13 gennaio 2012

E' ora della resa dei conti.

C'era una volta un partito che faceva della lotta alle mafie un vanto. C'era un partito che tuonava contro il confino dei mafiosi al nord, c'era un partito che andava con il cappio in parlamento. Oggi la maggioranza dei deputati di quel partito hanno salvato il signore nella foto. Ora, la mia simpatia per la magistratura italiana è meno di zero. Ritengo che siano perennemente al servizio dei poteri forti, ritengo siano inefficienti e dispendiosi eche siano casta come e più dei politici (vedi il libro "L'Ultracasta" di Liviadiotti di cui consiglio la lettura) . Basta aprire un qualsiasi giornale per trovarsi di fronte a sentenze vergognose emesse grazie a cavilli legali e vedere così stupratori, assassini e spacciatori tornare in libertà come fringuelli. E no, non venitemi a dire che applicano la legge perché quando vogliono la legge la applicano benissimo a loro uso e consumo. Premesso questo sono disgustato dal fatto che il partito che ho votato e in cui ho militato per otto anni abbia deciso di salvare il fondoschiena a questo personaggio inquisito, lo ricordo, per camorra. Perché se il signor Nicola Cosentino fosse un cittadino qualunque a quest'ora sarebbe già in gattabuia e se non ci va è perché fa il politico. La pratica della Lega di salvare personaggi rivoltanti come Cosentino mi aveva già stancato a suo tempo. Mi aveva già stufato quando vedevo un governo litigare su qualunque cosa, una maggioranza ormai alla canna del gas, ricompattarsi miracolosamente quando c'era da salvare il Romano o il Milanese di turno. Ora però non esiste più alcun vincolo di coalizione tra Lega e PDL. Il PDL, probabilmente in cambio di un salvacondotto giudiziario per Berlusconi, ha deciso di tradire il patto di coalizione e di appoggiare il governo Monti. Bene, per il sottoscritto la Lega con il PDL e il signor Silvio Berlusconi non dovrebbe più avere nulla a che fare. Il signor Berlusconi ha lasciato la Lega con un pugno di mosche dopo aver utilizzato il Carroccio come mezzo per approvare quantità industriali di leggi pro domo sua tipo intercettazioni, legittimi impedimenti, lodi et similia, senza poi mantenere le promesse su materie come federalismo e immigrazione. La Lega ha dovuto dichiarare che Ruby, la prostituta che frequentava i festini del maiale di Arcore, era creduta la nipote di Mubarak. Tutto questo per non ottenere nulla col risultato di sembrare agli occhi degli elettori sempre più un partito come tutti gli altri. Ora, per l'ennesima volta la Lega ha salvato un personaggio impresentabile che se non fosse un politico starebbe già in gattabuia. Umberto Bossi, ormai completamente rincoglionito come il suo compagno di merende Berlusconi, con il niet all'arresto di Cosentino ha fatto ulteriormente inviperire una base già furibonda. Non ho molta simpatia per Maroni, deludente nella gestione della crisi tunisina anche se complessivamente ottimo al Viminale, ma credo che a questo punto lui e altri (Zaia; Cota; Tosi) debbano prendere la situazione in mano. Se possibile far fuori Bossi, Trota e Cerchio Magico. Se proprio Bossi e Cerchio rifiutano di farsi da parte allora l'extrema ratio è pronta. Maroni, Tosi, Zaia, Cota devono prendere le conseguenze e lasciare la Lega, o ciò che resta di essa, in balia di un vecchio ormai in balia dei suoi malefici tutori. Io, come la stragrande maggioranza di militanti e simpatizzanti non avrei alcun dubbio su quale parte scegliere in caso di scontro definitivo, però è ora che Maroni, Tosi e compagni si facciano avanti e portino alle estreme conseguenze quel dissenso interno che nella Lega cova da ormai troppo tempo e abbiano il coraggio di sfidare apertamente il Cerchio Magico che manovra Bossi come un burattino e far presente all'anziano leader che se dopo 24 anni alla segreteria federale nulla è riuscito ad ottenere forse è il caso si faccia da parte una volta per tutte.

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